E se il 2026 fosse finalmente l’anno del tuo viaggio in Patagonia?
Quello che sogni da tempo, per trovarti davanti ai ghiacciai in tutta la loro potenza e respirare l’aria di uno dei luoghi più famosi del pianeta. È un’esperienza che chiunque desidera fare, ma che va pensata con attenzione, per evitare imprevisti e ottimizzare i tempi.
Scopri insieme a noi di Tuttaltromo(n)do tutto quello che bisogna sapere prima di partire!
Quando andare?
Il periodo ideale per esplorare i ghiacciai della Patagonia va da ottobre ad aprile, durante la primavera e l’estate australe.
In questi mesi le giornate sono più lunghe, molti sentieri sono accessibili e le temperature meno rigide rispetto all’inverno.
Il vento? Consideralo già incluso nel pacchetto, perché non manca mai!
Quanto tempo stare?
La Patagonia non è una tappa da “mordi e fuggi”. Per godersi davvero i ghiacciai, le escursioni e i panorami senza correre, consigliamo almeno 4-5 notti per ciascun lato (argentino o cileno).
Se vuoi combinare trekking, navigazioni tra gli iceberg e momenti di relax, l’ideale è prevedere un minimo di 7-10 giorni complessivi.
Le distanze sono ampie e qui la differenza la fa proprio il tempo che ti concedi per fermarti a guardare, per vivere appieno questa esperienza.
Cosa mettere in valigia
Il meteo in Patagonia è imprevedibile: aspettati sole, vento e pioggia nella stessa giornata. Per esplorare i ghiacciai tra Argentina e Cile, la parola d'ordine è vestirsi a strati.
Ecco cosa non dovrebbe mai mancare in valigia:
- giacca impermeabile e antivento (fondamentale)
- pile o piumino leggero da usare a strati
- pantaloni tecnici idrorepellenti o un guscio impermeabile da mettere sopra
- cappello e guanti, anche in estate australe
- scarpe da trekking impermeabili con buona aderenza
- occhiali da sole con protezione UV alta (il riflesso sul ghiaccio è molto intenso)
- crema solare
- zaino leggero, per portare con te acqua e qualche snack
Non serve acquistare tutta l'attrezzatura tecnica: bastoni da trekking e capi tecnici si noleggiano facilmente in loco. Per le escursioni sui ghiacciai, invece, ramponi e casco sono spesso già inclusi e forniti dalle guide.
L'unica cosa fondamentale è prenotare con anticipo per garantirsi il posto: niente panico, ci pensiamo noi!
Escursioni e organizzazione
I ghiacciai in Patagonia si trovano in aree protette, spesso con ingressi regolamentati e numero chiuso per alcune attività.
È bene ricordare che:
- le navigazioni tra gli iceberg hanno posti limitati
- i trekking sul ghiacciaio sono sempre accompagnati da guide autorizzate
- le distanze tra una località e l’altra sono importanti
- le condizioni meteo possono modificare i programmi
Nonostante la logistica complessa, alcuni ghiacciai meritano davvero di essere visti almeno una volta nella vita.
In Argentina, il Perito Moreno (nel Parco Nazionale Los Glaciares) è un’icona imperdibile, con il fragore dei suoi ghiacci in movimento, mentre l’Upsala e lo Spegazzini, raggiungibili in navigazione dal Lago Argentino, mostrano un altro volto della Patagonia, tra pareti immense, iceberg alla deriva e una prospettiva completamente diversa rispetto ai trekking via terra.
Sul lato cileno, il protagonista è il Ghiacciaio Grey (nel Parco Nazionale Torres del Paine), da ammirare dai sentieri panoramici o navigando tra blocchi di ghiaccio azzurro. Sempre in quest’area, la navigazione sul Río Serrano permette di avvicinarsi ai ghiacciai Serrano e Balmaceda (nel Parco Nazionale Bernardo O'Higgins), tra montagne, cascate e pareti di ghiaccio che scendono fino alla laguna.
Sì, sono tappe molto frequentate, ancora di più in alta stagione, ma la loro bellezza giustifica la fama.
Il segreto per vivere bene l’esperienza è pianificare tutto con cura, alternando i grandi classici a momenti di pace per non trasformare il viaggio in una maratona.
Dormire davanti ai ghiacciai: Auralta Patagonia
Anche in contesti così estremi, è possibile scegliere strutture che si fondono con il paesaggio: è il caso di Auralta Patagonia, una nuova realtà che aprirà a dicembre nel lato cileno, affacciata sul Massiccio del Paine e sul Lago Sarmiento.
Con sole 40 camere con terrazza panoramica, alcune con jacuzzi vista vette, è un punto di osservazione privilegiato che permette di alternare l’intensità della natura a momenti di riposo, vivendo l’esperienza al 100%.
Patagonia, arriviamo!
Che tu scelga il lato argentino, quello cileno o entrambi, la vera differenza sta nel ritmo: tempi giusti, tappe equilibrate e strutture che respirano in armonia con il paesaggio.
La Patagonia non si improvvisa. Si vive.
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